…Matera

…e ricordo la serata trascorsa ieri a Matera… la città dei sassi, l’eterno presepe, con le sue lucine accese dalle finestrelle delle vecchie casette del centro storico.
L’aria frizzantina e lei, la splendida luna, ad osservarci silenziosa e immobile. 
Per caso avevo letto giorni addietro che Pino Di Buduo si sarebbe occupato degli allestimenti scenici di “Peace Women Singsing/Matera Mater Melodiae”
Il Teatro Potlach, che dirige, ha sede nel mio paese da un bel po’ di anni, ma non sono mai riuscita, per limite dei tempi di permanenza, ad assistere ai suggestivi spettacoli che mette in scena. 
Così, detto fatto, mi sono messa in macchina e ho raggiunto Matera, per poter finalmente vivere le atmosfere che riesce a creare.
Alle 21 si sono aperte le porte di Palazzo Lanfranchi, accolti da un angelo trampoliere siamo stati indirizzati a posizionarci intorno ad un chiostro contornato di sole donne. 
Donne di etnie diverse, Italiane, Greche, Spagnole, Algerine, sedevano in cerchio, unite dal loro canto, una melodia, che magicamente, ha reso vivo il silenzioso chiostro. 
La luce fioca, le fluttuanti danzatrici, le note vocali a imitare uccelli e fruscii, mi ha trascinato in un secondo, nel magico mondo della pace. 
Il canto se esce dal cuore è la voce dell’anima. 
Quei canti trasmettevano il patrimonio della conoscenza della nostra esistenza e in cerchio donavano quiete alla mente. 
Terminato il primo rituale, silenziosamente a passo leggero, ci siamo portati sulla grande terrazza all’esterno. 
Un tappeto di bianchi lenzuoli ha accolto le commedianti e al cospetto della luna, che come una regina, tutta tonda, dominava il cielo stellato, hanno continuato a deliziarci, con le loro melodiose nenie. 
A lei hanno dedicato racconti mitici, a lei chiesto protezione. 
Potere delle grandi donne, un tempo chiamate streghe, portatrici di pace e umanità. 
Una serata incantata quella di ieri sera, dove, tra canti, danze, gesti antichi, ho potuto far cullare il mio pensiero da note dolci e speranze ritrovate. 
Grazie Pino, un grazie a te, che unendo note, balli, maschere e giocolieri, regali emozioni che ci riportano il valore, dell’uomo bambino.


Colui che canta passa dalla gioia alla melodia,
colui che ascolta, dalla melodia alla gioia.


Rabindranath Tagore


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SU DI ME

Isabella

Mi presento sorridendo e con un po’ d’imbarazzo, non perché sia timida, ma per quel pizzico di riservatezza che è innata nelle donne della mia età. Isabella Ferrarelli nata il 20 settembre del 1954 in un piccolo, quanto delizioso paesino della provincia di Rieti, Fara in Sabina. Un infanzia tra la natura, in una famiglia semplice in cui ognuno rispettava il suo ruolo. Prima di due sorelle. Diplomata all’istituto Professionale di Rieti in Accompagnatrice Turistica. Nel 1973 mi sono sposata e trasferita in Puglia a Francavilla Fontana, dove risiedo. Madre di quattro figli. Perché ho deciso di aprire un blog? La risposta è semplice, ogni fine giornata, in questo mio alternarsi di sentimenti , riporto su fogli e quaderni quello che ogni emozione mi lascia nel cuore. Una montagna di pezzi di diario che è la mia “storia” e vorrei condividerla. Credo nella similitudine degli esseri umani, ognuno ha la sua razione di gioia, allegria, spensieratezza… amore e non si è immuni dal dolore e le sconfitte. Il bello del vivere è proprio questo e la bellezza emerge sempre se riusciamo a trovare il meglio nelle piccole cose. La vita mi appartiene e più passa il tempo e più la chiamo per nome come non fosse una cosa astratta, “LEI” mi ha fatto credere in me stessa aiutandomi a trasformare ogni cambiamento in opportunità. Con affetto Isa