…imprevisti

…un viaggio interminabile questa volta. 
Dopo aver superato Benevento un continuo annunciare di incidenti…macchina contro un passaggio a livello, persona che voleva gettarsi sotto il treno, ritardi accumulati… 
Mentre in inverno i viaggi sono regolari e puntuali, come arriva l’estate e per tutta la stagione, succede sempre un qualcosa che rovina la regolarità del percorso. 
Quando accadono questi imprevisti non mi agito più di tanto, credo di averci fatta l’abitudine. 
Valuto bene cosa dovrò fare per raggiungere la meta, invio qualche messaggio per avvertire chi mi aspetta e mi rilasso osservando le persone. 
In questi periodi gli stranieri sono molti e senza il rumore del motore del treno, le parole rimbalzano nel vagone, si mischiano, si confondono e l’eco che mi raggiunge mi suona come una nuova lingua. 
Se a seconda della nazionalità si osservano gli uomini nella quotidianità, si riesce a vedere la differenza, diverso il modo di vestirsi, di esprimersi, di mangiare, di gesticolate, ma nel momento del disagio, diventano simili. 
Le espressioni di preoccupazione, di sofferenza sono quelle “umane”. 
Ci si guarda con tenerezza, in quei momenti, siamo solo anime in difficoltà.
Non si ha bisogno di fingere, quando abbiamo bisogno di aiuto, ma di avvertire la presenza di un nostro simile pronto a tenderci la mano. 
Le persone che fino ad un attimo prima vivevano racchiuse nel loro mondo, si aprono al prossimo. 
C’era chi aiutava le mamme facendo giocare i piccoli, chi suggeriva treni e alloggi per chi aveva perso la coincidenza o non ne avrebbe avuta fino al giorno dopo, chi consolava i più arrabbiati. 
Un viaggio lungo questo di oggi, ma alla fine sono arrivata, posso riposare. 
Penso… gli episodi che capovolgono i nostri piani, rimangono impressi nella mente, li ricorderemo per sempre. 
È vero, ci saranno state molte persone che con quel ritardo hanno dovuto cambiare itinerario, ma tante si sono conosciute e nel tempo non si dimenticheranno mai. 
Questo il bello del vivere, prendere la vita come viene.


Le cose migliori della vita sono quelle impreviste
perché non c’erano aspettative.

Eli Khamarov


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2 thoughts on “…imprevisti”

  1. Oggi come oggi il viaggiatore deve essere ben più coraggioso che nel medioevo. Gli imprevisti col progresso si sono moltiplicati. Non sono più le forze della natura e i pirati a minacciare l intrepido eroe ma molti altri più temibili. E non sempre da ricordare con piacere. Ma messa l esperienza dell’ imprevisto come la mette Isabella Ferrarelli, torna la voglia di viaggiare

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SU DI ME

Isabella

Mi presento sorridendo e con un po’ d’imbarazzo, non perché sia timida, ma per quel pizzico di riservatezza che è innata nelle donne della mia età. Isabella Ferrarelli nata il 20 settembre del 1954 in un piccolo, quanto delizioso paesino della provincia di Rieti, Fara in Sabina. Un infanzia tra la natura, in una famiglia semplice in cui ognuno rispettava il suo ruolo. Prima di due sorelle. Diplomata all’istituto Professionale di Rieti in Accompagnatrice Turistica. Nel 1973 mi sono sposata e trasferita in Puglia a Francavilla Fontana, dove risiedo. Madre di quattro figli. Perché ho deciso di aprire un blog? La risposta è semplice, ogni fine giornata, in questo mio alternarsi di sentimenti , riporto su fogli e quaderni quello che ogni emozione mi lascia nel cuore. Una montagna di pezzi di diario che è la mia “storia” e vorrei condividerla. Credo nella similitudine degli esseri umani, ognuno ha la sua razione di gioia, allegria, spensieratezza… amore e non si è immuni dal dolore e le sconfitte. Il bello del vivere è proprio questo e la bellezza emerge sempre se riusciamo a trovare il meglio nelle piccole cose. La vita mi appartiene e più passa il tempo e più la chiamo per nome come non fosse una cosa astratta, “LEI” mi ha fatto credere in me stessa aiutandomi a trasformare ogni cambiamento in opportunità. Con affetto Isa