…i bei mestieri

…e poi mi ritrovo a mangiare panzerotti, nella piazzetta delle ceramiche di Grottaglie. 
La luna illumina il mondo e l’odore dell’argilla si confonde con i bouganville viola che decorano le pareti bianche come il latte, dei laboratori degli artisti della terracotta. 
Penso spesso di chiedere, ora che non lavoro e il mio tempo lo consumo in fretta e dietro a cose da cui dovrei staccarmi, se è possibile dare una mano. 
Credo riuscirei in fretta a maneggiare creta e modellare vasi, piatti, statuine. 
In determinate occasioni della mia vita, ho creato con la pasta di zucchero, cestini, cuori, fiori e frutta, da donare ad amici e parenti. 
Il risultato è stato buono, allora perché non provare con la creta e la ceramica. 
Ovvio che il lavoro dovrà essere più curato e preciso, ma sicuramente ci saranno bravi maestri ad insegnarmi. 
Così ogni volta che vengo qui, in questa splendida e vista l’ora, silenziosa piazzetta, ogni morso di panzerotto, mi fa sentire un’artigiana all’ora della pausa. 
Che bell’aria si respira dove regnano gli antichi mestieri, il tempo sembra fermo sotto questo pezzetto di cielo. 
I rumori evaporati altrove. 
Quante persone avranno percorso questi vicoletti che regalano quiete. 
Tutto è pulito intorno, l’aria afosa fa parte della città, c’è frescura sulla pelle. 
La terra regala questo dove regna la semplicità. 
È vero, anche qui sta il business, il commercio, il guadagno, i turisti estivi, ma basta spiare i vecchi artigiani nelle loro stanzette, seduti su sedie di paglia ed è tutta un’altra storia. 
Silenziosi, concentrati sulle loro creazioni, con le mani e la faccia sporche di creta e colore. 
In quei momenti sono una parte della terra, sono cuori che si uniscono a chi prima di loro sedeva su quegli sgabelli e con grembiuli imbrattati di mille colori si asciugava il sudore dalla fronte. 
Che bella serata in questa piazzetta di Grottaglie. 
Che bello quando basta mangiare un panzerotto per tuffarsi in un mondo… “pulito”.


Un uomo che lavora con le sue mani è un operaio;
un uomo che lavora con le sue mani e il suo cervello è un artigiano;
ma un uomo
che lavora con le sue mani,
il suo cervello e il suo cuore è un artista.

San Francesco d’Assisi


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SU DI ME

Isabella

Mi presento sorridendo e con un po’ d’imbarazzo, non perché sia timida, ma per quel pizzico di riservatezza che è innata nelle donne della mia età. Isabella Ferrarelli nata il 20 settembre del 1954 in un piccolo, quanto delizioso paesino della provincia di Rieti, Fara in Sabina. Un infanzia tra la natura, in una famiglia semplice in cui ognuno rispettava il suo ruolo. Prima di due sorelle. Diplomata all’istituto Professionale di Rieti in Accompagnatrice Turistica. Nel 1973 mi sono sposata e trasferita in Puglia a Francavilla Fontana, dove risiedo. Madre di quattro figli. Perché ho deciso di aprire un blog? La risposta è semplice, ogni fine giornata, in questo mio alternarsi di sentimenti , riporto su fogli e quaderni quello che ogni emozione mi lascia nel cuore. Una montagna di pezzi di diario che è la mia “storia” e vorrei condividerla. Credo nella similitudine degli esseri umani, ognuno ha la sua razione di gioia, allegria, spensieratezza… amore e non si è immuni dal dolore e le sconfitte. Il bello del vivere è proprio questo e la bellezza emerge sempre se riusciamo a trovare il meglio nelle piccole cose. La vita mi appartiene e più passa il tempo e più la chiamo per nome come non fosse una cosa astratta, “LEI” mi ha fatto credere in me stessa aiutandomi a trasformare ogni cambiamento in opportunità. Con affetto Isa