…Lontananze

…mentre la notte scende, penso che dall’altra parte della terra, il sole inizia a far capolino. 
L’altra parte è l’Australia ed è in quel continente così lontano che vive il primo dei miei quattro figli: Cristiano. 
Quando penso a lui, cerco di farlo in modo leggero, senza fissarmi troppo sulla lontananza. 
Non potrei mai dire: “domani vado a trovarlo” perché già quel domani sarebbe impossibile, visto che per raggiungere Sidney ci vogliono quasi due giorni di viaggio. 
Allora mi concentro solo sulle cose positive che mi invia spesso, per farmi stare tranquilla. 
Il lavoro che procede bene, la bella casa che condivide con la sua compagna e i suoi amati animali, gli spostamenti in località rilassanti nei giorno di riposo. 
Quando hai un figlio così lontano, un semplice messaggio diventa vitale, per far felice il cuore. 
Diminuisce l’enorme distanza e con l’empatia dei sentimenti, ho quasi la sensazione che girando l’angolo possa incontrarlo. 
Lo sento vicino, spesso anche più vicino degli altri figli che abitano ancora nella casa natia. 
Il fatto di dare per scontato di potersi ritrovare giornalmente, porta ognuno di noi, ad entrare e uscire velocemente. 
Quando erano adolescenti avevano il dovere di avvertire, se andavano fuori.
Ormai sono grandi e tra impegni lavorativi e privati, il loro andirivieni, lo avverto esclusivamente dalla porta dell’entrata che si apre e si chiude. 
Ci sono giorni che a malapena ci incontriamo e passano anche settimane, prima di aggiornarci sul nostro vivere. 
Allora penso che non trovo differenza, tra la loro presenza quotidiana e quella del mio amato figlio distante. 
Non ha importanza vederli, quel che ho bisogno di sentire è solo la certezza che i loro cuori siano in pace con sé stessi e con il mondo. 
Perché la loro calma è la mia, il loro cuore, frammenti del mio, pezzetti pronti ad unirsi in caso di bisogno, ma liberi di vivere la loro vita e unica serenità dei miei giorni.


La lontananza che rimpicciolisce gli oggetti all’occhio
li ingrandisce al pensiero.

Arthur Schopenhauer


Pubblicità

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close

SU DI ME

Isabella

Mi presento sorridendo e con un po’ d’imbarazzo, non perché sia timida, ma per quel pizzico di riservatezza che è innata nelle donne della mia età. Isabella Ferrarelli nata il 20 settembre del 1954 in un piccolo, quanto delizioso paesino della provincia di Rieti, Fara in Sabina. Un infanzia tra la natura, in una famiglia semplice in cui ognuno rispettava il suo ruolo. Prima di due sorelle. Diplomata all’istituto Professionale di Rieti in Accompagnatrice Turistica. Nel 1973 mi sono sposata e trasferita in Puglia a Francavilla Fontana, dove risiedo. Madre di quattro figli. Perché ho deciso di aprire un blog? La risposta è semplice, ogni fine giornata, in questo mio alternarsi di sentimenti , riporto su fogli e quaderni quello che ogni emozione mi lascia nel cuore. Una montagna di pezzi di diario che è la mia “storia” e vorrei condividerla. Credo nella similitudine degli esseri umani, ognuno ha la sua razione di gioia, allegria, spensieratezza… amore e non si è immuni dal dolore e le sconfitte. Il bello del vivere è proprio questo e la bellezza emerge sempre se riusciamo a trovare il meglio nelle piccole cose. La vita mi appartiene e più passa il tempo e più la chiamo per nome come non fosse una cosa astratta, “LEI” mi ha fatto credere in me stessa aiutandomi a trasformare ogni cambiamento in opportunità. Con affetto Isa