…Cicale

…fa così caldo che qualche cicala continua a cantare anche di notte e si confonde con il cri cri dei grilli. 
Mi piace ascoltare il loro canto, nei pomeriggi estivi, se mancano, sembra che l’estate non sia ancora arrivata. 
Diventa una ninna nanna il loro frinire. 
Quando ero piccola, mentre mi appisolavo dopo il pranzo, ascoltandole, facendo trascorrere quelle ore in attesa di un lieve venticello, ricordando la favola della cicala e la formica. 
La ritenevo una favola ingiusta, lasciava la convinzione che questi insetti volanti canterini fossero degli scansafatiche. 
Nei disegni sui libri, spesso, venivano rappresentate con la chitarra in mano, menestrelli da quattro soldi nullafacenti, tutto il contrario delle formiche, che correvano e accumulavano scorte per l’inverno. 
Sicuramente, Esopo, quando scrisse questa favola, voleva far capire  che bisogna sempre essere previdenti per non trovarsi impreparati e disagiati in alcune occasioni della nostra vita, ma sta di fatto che, ai bimbi che l’ascoltano, rimane impresso che la cicala è un insetto quasi inutile a confronto della laboriosa formica. 
Tra le due, a me è stata sempre più simpatica la cicala, forse perché alla richiesta di aiuto con la frase: per tutta l’estate hai cantato, ora balla! La formica la lasciò morire di freddo senza pietà. 
Si dovrebbe sempre dare il giusto valore ad ogni cosa, far stare la bilancia della vita in equilibrio a metà delle cose. 
In fondo la formica ha potuto lavorare bene e in allegria, alleggerendo la sua fatica con la melodia della cicala.
Ognuno ha il suo ruolo su questa terra e dovremmo rispettarlo e condividerlo. 
Stanotte sorridendo, mi farò cullare dal suono di questa cicala che si è persa nel buio, il suo canto mi donerà gioia e l’estate continuerà a scivolare.


Cicala!
Felice te,
che sopra il letto di terra
muori ubriaca di luce…

Federico Garcia Lorca


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SU DI ME

Isabella

Mi presento sorridendo e con un po’ d’imbarazzo, non perché sia timida, ma per quel pizzico di riservatezza che è innata nelle donne della mia età. Isabella Ferrarelli nata il 20 settembre del 1954 in un piccolo, quanto delizioso paesino della provincia di Rieti, Fara in Sabina. Un infanzia tra la natura, in una famiglia semplice in cui ognuno rispettava il suo ruolo. Prima di due sorelle. Diplomata all’istituto Professionale di Rieti in Accompagnatrice Turistica. Nel 1973 mi sono sposata e trasferita in Puglia a Francavilla Fontana, dove risiedo. Madre di quattro figli. Perché ho deciso di aprire un blog? La risposta è semplice, ogni fine giornata, in questo mio alternarsi di sentimenti , riporto su fogli e quaderni quello che ogni emozione mi lascia nel cuore. Una montagna di pezzi di diario che è la mia “storia” e vorrei condividerla. Credo nella similitudine degli esseri umani, ognuno ha la sua razione di gioia, allegria, spensieratezza… amore e non si è immuni dal dolore e le sconfitte. Il bello del vivere è proprio questo e la bellezza emerge sempre se riusciamo a trovare il meglio nelle piccole cose. La vita mi appartiene e più passa il tempo e più la chiamo per nome come non fosse una cosa astratta, “LEI” mi ha fatto credere in me stessa aiutandomi a trasformare ogni cambiamento in opportunità. Con affetto Isa