…Giugno

…giugno per me è il mese delle vacanze, della frutta più buona e succosa, della voglia di mare e le passeggiate notturne.
Il mese che col primo caldo sulla pelle ci fa sognare e progettare l’estate.
Anche se durante la settimana faccio le stesse cose degli altri mesi, quando arriva il sabato e i giorni di festa, basta spostarmi in un vicino paesino per una sagra, festa patronale o qualsiasi altro evento, che quando ritorno a casa ho quell’euforia addosso che mi sa di vacanza.
Quando vivevo con i miei, odiavo il giorno che partivo con loro per le vacanze, quei 20 giorni di Luglio delle ferie di mio padre erano lunghissimi, una tragedia, pianti e muso lungo per tutto il tragitto.
Allontanarmi dai miei amici era come un esilio, per i primi giorni non facevo che inviare cartoline con messaggi tristi e disperati e acquistare gettoni per chiamare dalla cabina telefonica ogni volta un amico diverso per avere loro notizie.
Solo gli ultimi giorni avvertivo, facendo nuove conoscenze, un lieve allontanamento di nostalgia della mia comitiva.
Mi sembrava di dover perdere chissà quanti anni della mia vita, condividendo solo con i miei, quel tempo dei tre mesi della pausa scolastica.
Al rientro, Giugno era trascorso, Luglio interminabile quasi al termine, mi rimaneva  Agosto e metà Settembre.
Allora cercavo di godermelo appieno, la mattina in pineta tutti seduti su un plaid a terra, ascoltando musica, i pomeriggi in allegria sulle panchine a mangiare gelati e mettere dischi al juke box, dopo cena in passeggiata sul muretto fino a tardi.
Sul calendario dei segreti facevo una crocetta che coloravo a seconda di come avevo trascorso la giornata… blu se era stata una bella giornata, nera se qualcosa era andato storto, rosso se il cuore aveva battuto forte.
Piccoli, semplici gesti che accompagnavano il giorno giunto al termine.
A quei tempi tutto aveva un valore, assaporavo la vita come quando si gusta un cono di gelato a occhi chiusi.
Quello che avvertivo nel cuore era emozione pura, ma la sensazione più bella  e che ricordo viva, era la certezza che i miei sogni si sarebbero avverati e giorno dopo giorno continuavo a sognare sotto un cielo stellato.


Se una notte di giugno potesse parlare,
probabilmente si vanterebbe
di aver inventato il romanticismo.


Bern Williams


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SU DI ME

Isabella

Mi presento sorridendo e con un po’ d’imbarazzo, non perché sia timida, ma per quel pizzico di riservatezza che è innata nelle donne della mia età. Isabella Ferrarelli nata il 20 settembre del 1954 in un piccolo, quanto delizioso paesino della provincia di Rieti, Fara in Sabina. Un infanzia tra la natura, in una famiglia semplice in cui ognuno rispettava il suo ruolo. Prima di due sorelle. Diplomata all’istituto Professionale di Rieti in Accompagnatrice Turistica. Nel 1973 mi sono sposata e trasferita in Puglia a Francavilla Fontana, dove risiedo. Madre di quattro figli. Perché ho deciso di aprire un blog? La risposta è semplice, ogni fine giornata, in questo mio alternarsi di sentimenti , riporto su fogli e quaderni quello che ogni emozione mi lascia nel cuore. Una montagna di pezzi di diario che è la mia “storia” e vorrei condividerla. Credo nella similitudine degli esseri umani, ognuno ha la sua razione di gioia, allegria, spensieratezza… amore e non si è immuni dal dolore e le sconfitte. Il bello del vivere è proprio questo e la bellezza emerge sempre se riusciamo a trovare il meglio nelle piccole cose. La vita mi appartiene e più passa il tempo e più la chiamo per nome come non fosse una cosa astratta, “LEI” mi ha fatto credere in me stessa aiutandomi a trasformare ogni cambiamento in opportunità. Con affetto Isa