…l’orologio

…questa sera, l’ultima cosa da fare, prima di poggiare le profumate lenzuola sul  viso e addormentarmi, sarà, girare la piccola rotellina che terrà in funzione per tutta la notte, l’orologio che ho messo al polso.
Quando sono stata dai miei, alla fine di Aprile, riordinando i cassetti della mamma, in una vecchia scatola di latta, dai colori belle epoque, ho ritrovato un paio dei suoi orologi ormai in disuso.
La mamma, ha sempre portato, giorno e notte, questo monile, essenziale per il suo modo di affrontare la giornata, con scadenze ben precise, che raramente cambiava o saltava.
Uno in particolare me la ricordava, grazioso, quadrante rotondo piccolino, col cinturino in argento.
Negli anni in cui iniziavo ad uscire con gli amici,  prima che la salutassi,  guardandolo e picchiettando col dito il vetro diceva:”Sono le 17, per le 19 devi essere a casa che il babbo torna da lavoro e dopo si cena”.
Sembrava eterno allora il tempo, è trascorso così velocemente che sembra un secondo.
Furtivamente l’ho preso, tanto , ho pensato, la mamma ormai novantatreenne, ne indossa un altro e penso le rimarrà al  polso fin quando il suo ticchettio scandirà il tempo rimastole da vivere, unendosi a quello del suo cuore.
Oggi l’ho lucidato per bene, gli ho dato la carica, come si faceva una volta e me lo sono infilato.
E’ bellissima la sensazione che provo quando vado a scoprire che ora si è fatta, abituata col cellulare era automatica leggerla.
Sul piccolo quadrante rotondo, il tempo sembra aver preso un valore nuovo e dover ricaricarlo per poterlo tenere in funzione, rende il passare delle ore preziose.
Credo che non lo toglierò mai più, provo uno strano languore allo stomaco osservando la lancetta dei secondi che lentamente gira.
Con gli anni che passeranno, quando la mia cara mamma non sarà più su questa terra, ritroverò nella trasparenza del vetro i suoi occhi  e sarà dolce malinconia.


Alice: “Per quanto tempo è per sempre?”
Bianconiglio: “A volte, solo un secondo”.

Lewis Carrol


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SU DI ME

Isabella

Mi presento sorridendo e con un po’ d’imbarazzo, non perché sia timida, ma per quel pizzico di riservatezza che è innata nelle donne della mia età. Isabella Ferrarelli nata il 20 settembre del 1954 in un piccolo, quanto delizioso paesino della provincia di Rieti, Fara in Sabina. Un infanzia tra la natura, in una famiglia semplice in cui ognuno rispettava il suo ruolo. Prima di due sorelle. Diplomata all’istituto Professionale di Rieti in Accompagnatrice Turistica. Nel 1973 mi sono sposata e trasferita in Puglia a Francavilla Fontana, dove risiedo. Madre di quattro figli. Perché ho deciso di aprire un blog? La risposta è semplice, ogni fine giornata, in questo mio alternarsi di sentimenti , riporto su fogli e quaderni quello che ogni emozione mi lascia nel cuore. Una montagna di pezzi di diario che è la mia “storia” e vorrei condividerla. Credo nella similitudine degli esseri umani, ognuno ha la sua razione di gioia, allegria, spensieratezza… amore e non si è immuni dal dolore e le sconfitte. Il bello del vivere è proprio questo e la bellezza emerge sempre se riusciamo a trovare il meglio nelle piccole cose. La vita mi appartiene e più passa il tempo e più la chiamo per nome come non fosse una cosa astratta, “LEI” mi ha fatto credere in me stessa aiutandomi a trasformare ogni cambiamento in opportunità. Con affetto Isa