…l’elfo ballerina

…dopo una notte in cui il ticchettio della pioggia ha cullato il mio sonno, il sole è tornato a splendere.
Quando piove, tutto rallenta, anche le mie movenze alcune volte sembrano avvenire a rallentatore.
Ho la sensazione che il riposo mi sia concesso e ne approfitto per rimandare al domani mansioni che mi ero programmata oggi.
Poi però se i raggi del sole riprendono a scaldare il mondo, un’energia raddoppiata mi invade e passo da un servizio all’altro senza sosta.
Non ho mai classificato i lavori di serie A o B, ogni dovere, fatto con impegno e dedizione per me è lavoro e questo vale anche con le persone; tra il Presidente della Repubblica e chi svolge il più umile dei lavori non faccio differenza.
Quello che valuto è la correttezza di chi ho difronte e solo chi mi ha lasciato nel cuore calma e insegnamento, continuo a tenerlo stretto, il resto scompare
Di persone ne conosco veramente tante, ma questo non diminuisce o aumenta l’affetto che provo per loro a seconda del tempo che ci trascorro.
Dalila è una di queste.
L’ho incontrata una decina di anni fa sul treno che da Roma mi riportava a Francavilla.
Entrambe sulle cuccette in alto, io che scrivevo, lei che ascoltava musica, ci osservavamo.
Poi come spesso succede tra chi ha un’anima simile, scatta quella scintilla che unisce e ci siamo raccontate.
Spesso abbiamo bisogno di questi incontri, per rivelare parti di noi che teniamo nascoste, quasi segrete, avendo la sicurezza che quelle persone, conosciute per caso, una volta salutate, si dimenticheranno di noi e torneranno ad essere sconosciuti.
Solo quando gli occhi ormai stanchi, volevano il loro riposo, abbiamo spento la luce della cabina.
In quelle ore, confidenze mai dette, ci hanno unito e quando la mattina accarezzandole la testa le ho lasciato il mio saluto su un pezzetto di carta, sapevo che non l’avrei mai più dimenticata.
Continuo a seguirla e ammirarla quando danza nei vari programmi televisivi e saperla felice mi fa stare bene.
Io la chiamo “il mio elfo ballerino” e lei a me, “fatina”… ma esisteranno gli Elfi e le Fate? O il loro mondo è solo nelle fiabe?
Noi ci crediamo, perché quando i sentimenti sono buoni e i pensieri delicati, ogni nome è giusto se unisce due cuori.


Se vuoi che i tuoi figli siano intelligenti
leggi a loro delle fiabe.
Se vuoi che sia più intelligenti,
leggi loro più fiabe.

Albert Einstein


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SU DI ME

Isabella

Mi presento sorridendo e con un po’ d’imbarazzo, non perché sia timida, ma per quel pizzico di riservatezza che è innata nelle donne della mia età. Isabella Ferrarelli nata il 20 settembre del 1954 in un piccolo, quanto delizioso paesino della provincia di Rieti, Fara in Sabina. Un infanzia tra la natura, in una famiglia semplice in cui ognuno rispettava il suo ruolo. Prima di due sorelle. Diplomata all’istituto Professionale di Rieti in Accompagnatrice Turistica. Nel 1973 mi sono sposata e trasferita in Puglia a Francavilla Fontana, dove risiedo. Madre di quattro figli. Perché ho deciso di aprire un blog? La risposta è semplice, ogni fine giornata, in questo mio alternarsi di sentimenti , riporto su fogli e quaderni quello che ogni emozione mi lascia nel cuore. Una montagna di pezzi di diario che è la mia “storia” e vorrei condividerla. Credo nella similitudine degli esseri umani, ognuno ha la sua razione di gioia, allegria, spensieratezza… amore e non si è immuni dal dolore e le sconfitte. Il bello del vivere è proprio questo e la bellezza emerge sempre se riusciamo a trovare il meglio nelle piccole cose. La vita mi appartiene e più passa il tempo e più la chiamo per nome come non fosse una cosa astratta, “LEI” mi ha fatto credere in me stessa aiutandomi a trasformare ogni cambiamento in opportunità. Con affetto Isa