…il perdono

…stamattina ho dovuto portare Lime a fare una passeggiata sotto la pioggia.
Entrambe siamo rincasate fradice e inzuppate, ma è stato così divertente.
Dopo i primi passi di indugio, il cik e ciak delle scarpe e zampe, con i relativi schizzi, è diventato un gioco.
E’ stato l’unico appiglio, per non avercela con gli automobilisti, che sicuri nei loro abitacoli, sfrecciavano incuranti di noi pedoni.
L’ho guardato un attimo, il cielo gonfio di nuvole e per il resto della camminata si è calmato.
Non riuscivo a osservare intorno a me, col cappuccio sulla testa, che mi faceva da visiera, ero concentrata solo sulla strada.
Mi sono sentita toccare la spalla e ho riconosciuto la signora.
Dopo i primi attimi di saluti convenzionali, mi ha raccontato particolari del suo vissuto, concludendo: “Non so se riuscirò mai a perdonarla”.
Ho una mia concezione del “perdono”.
Quando ritengo che qualcuno mi fa del male o un torto, non sono io a doverlo perdonare, ma è lui stesso, se comprende il male causato, non ripetendolo, a darsi il perdono.
Io posso solo decidere se continuare a frequentarlo o meno.
Se mi rendo conto che quella persona, non può e non deve far parte della mia storia, perché non compatibile col mio carattere, la rendo invisibile, ne dimentico il passato e non gli permetto di far parte del mio futuro.
In questa maniera riesco anche a non parlarne più e quindi il problema viene annullato.
Penso anche che, non sempre si ha ragione e quindi rimarrei nel dubbio di essermi considerata un Dio col potere del perdono.
Ma la cosa che più mi infastidisce è che se ricevo un torto effettivo, non solo sto male per averlo ricevuto, ma dovrei anche sentirmi peggio se non riesco a perdonarlo.
Lascio il dilemma dello sbaglio a chi penso mi abbia ingiustamente offeso e continuo la mia vita.
Se avessi avuto la stessa determinazione anni fa, avrei evitato tanti stati di ansia e notti insonni.
Per sentirsi bene, bastano poche regole.
Il rispetto per se stessi è la principale.


Non potranno mai toglierci,
il rispetto per noi stessi
se non saremo noi a darglielo

Mahatma Gandhi


Pubblicità

One thought on “…il perdono”

  1. Cara Isabella..parole sagge le tue, ricche di esperienza ma soprattutto di onestà..sono d’accordo con quello che dici,non è stato facile far proprio questo modo di pensare,ma posso dire che mi hai influenzata positivamente…e da allora non permetto più al mondo di non farmi rispettare,non senza il mio permesso. Ci sono voluti anni e tanto dolore,ma alla fine ne è valsa la pena. E come dici tu il problema è di chi fa del male, perché dovrà convivere con questo. Grazie,un 😘 Carmela

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Close

SU DI ME

Isabella

Mi presento sorridendo e con un po’ d’imbarazzo, non perché sia timida, ma per quel pizzico di riservatezza che è innata nelle donne della mia età. Isabella Ferrarelli nata il 20 settembre del 1954 in un piccolo, quanto delizioso paesino della provincia di Rieti, Fara in Sabina. Un infanzia tra la natura, in una famiglia semplice in cui ognuno rispettava il suo ruolo. Prima di due sorelle. Diplomata all’istituto Professionale di Rieti in Accompagnatrice Turistica. Nel 1973 mi sono sposata e trasferita in Puglia a Francavilla Fontana, dove risiedo. Madre di quattro figli. Perché ho deciso di aprire un blog? La risposta è semplice, ogni fine giornata, in questo mio alternarsi di sentimenti , riporto su fogli e quaderni quello che ogni emozione mi lascia nel cuore. Una montagna di pezzi di diario che è la mia “storia” e vorrei condividerla. Credo nella similitudine degli esseri umani, ognuno ha la sua razione di gioia, allegria, spensieratezza… amore e non si è immuni dal dolore e le sconfitte. Il bello del vivere è proprio questo e la bellezza emerge sempre se riusciamo a trovare il meglio nelle piccole cose. La vita mi appartiene e più passa il tempo e più la chiamo per nome come non fosse una cosa astratta, “LEI” mi ha fatto credere in me stessa aiutandomi a trasformare ogni cambiamento in opportunità. Con affetto Isa