… misteri

… ieri era primavera, oggi un tempo strano, misterioso.
Mi sono svegliata con una pesantezza alla testa, ma più che pesantezza era come fossi ubriaca.
Intorno mi giravano le frasi e facevo confusione.
Tant’è che, inviando il messaggio mattutino, ero convinta fosse venerdì, in realtà, giovedì.
Ho sempre il timore possano ricomparire le vertigini che per anni mi hanno tormentata.
L’ultima volta che le ho avute, con insistenza dei miei figli, visto che non stavano durando una sola settimana come di norma, mi hanno portato all’ospedale di Brindisi.
Stavo così male che non riuscivo neanche a guardare le persone.
Tutto ruotava intorno a me, come stessi in una centrifuga.
Mentre attendevo mi portassero urgentemente a fare una tac, un signore di cui farei confusione a dirne l’età, mi si è avvicinato e mi ha detto: “Stai tranquilla te sei una messaggera del cielo”.
E’ stato un attimo, ho chiesto all’infermiera che mi trasportava sulla sedia a rotelle chi fosse quel signore, ma lei ha risposto: “Quale signore?”.
Le mie condizioni non mi hanno consentito di aggiungere altro.
Fatta la tac, mi hanno trasportata nel reparto di neurologia e lì ho atteso, sola, sulla barella, che qualcuno mi dicesse cosa avessi.
Mentre aspettavo, ricordando il viso dello sconosciuto misterioso e le sue mani poggiate sulle mie ginocchia, mi sono addormentata.
Quando poi è arrivata la dottoressa, il responso era che avevo una ciste al cervelletto e se volevo mettere una firma nell’eventualità di un intervento.
La mia risposta è stata: “Assolutamente no!”
Sono rimasta in ospedale quasi un mese e a nulla sono servite le varie cure. Le vertigini e il vomito dopo i pasti, sono continuati.
Tornata a casa, una mattina, è venuta a farmi visita una cara amica, che conosce molto bene Frà Elia, una persona a cui accadono cose “misteriose”.
Lo ha chiamato al cellulare e spiegato il mio malessere.
La risposta di Cataldo, questo il suo vero nome, di stare tranquilla e prendere due volte al giorno, dopo i pasti principali, 30 gocce di Gingobiloba (comune trifoglio).
Per farla breve, prese le prime dopo il pranzo, dalla mattina alla sera ero guarita.
Da allora non mi sono più tornate, ma ogni volta che mi sveglio con questa sensazione di sbornia, ricordo il malessere provato, il volto dello sconosciuto e la guarigione quasi miracolosa.
I misteri della mia semplice “storia” che in alcuni momenti mi lasciano senza respiro.


La vita non si misura attraverso il numero di respiri che facciamo,
ma attraverso i momenti che ci lasciano senza respiro


Maya Angelou


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SU DI ME

Isabella

Mi presento sorridendo e con un po’ d’imbarazzo, non perché sia timida, ma per quel pizzico di riservatezza che è innata nelle donne della mia età. Isabella Ferrarelli nata il 20 settembre del 1954 in un piccolo, quanto delizioso paesino della provincia di Rieti, Fara in Sabina. Un infanzia tra la natura, in una famiglia semplice in cui ognuno rispettava il suo ruolo. Prima di due sorelle. Diplomata all’istituto Professionale di Rieti in Accompagnatrice Turistica. Nel 1973 mi sono sposata e trasferita in Puglia a Francavilla Fontana, dove risiedo. Madre di quattro figli. Perché ho deciso di aprire un blog? La risposta è semplice, ogni fine giornata, in questo mio alternarsi di sentimenti , riporto su fogli e quaderni quello che ogni emozione mi lascia nel cuore. Una montagna di pezzi di diario che è la mia “storia” e vorrei condividerla. Credo nella similitudine degli esseri umani, ognuno ha la sua razione di gioia, allegria, spensieratezza… amore e non si è immuni dal dolore e le sconfitte. Il bello del vivere è proprio questo e la bellezza emerge sempre se riusciamo a trovare il meglio nelle piccole cose. La vita mi appartiene e più passa il tempo e più la chiamo per nome come non fosse una cosa astratta, “LEI” mi ha fatto credere in me stessa aiutandomi a trasformare ogni cambiamento in opportunità. Con affetto Isa